Non si lamentino quanti hanno amplificato il caso Englaro trascinandolo sotto i riflettori mediatici più impietosi ed ora vorrebbero essere lasciati in pace. Sono loro ad aver chiesto ed iniziato il clamore.
Non si ribellino quanti hanno scritto libri ed articoli e si sono fatti sostenitori di una morte subita in stato di incoscienza ma si fanno chiamare "eroi civili". Sono loro che ad aver agitato una causa e ad aver venduto libri ed articoli al pubblico.
Non protestino quelli che sfogliano a favore di telecamera le fotografie di famiglia di Eluana ancora ragazza. Sono loro ad aver chiesto ed ottenuto una sentenza per cui è lei sola, adesso, che sta terminando la sua vita di donna. Noi non abbiamo quelle fotografie private, sono loro che le hanno esibite senza chiedere il permesso all'interessata
E se non c'è solo un caso Eluana, finora c'è solo un caso Englaro.
E se non c'è solo Eluana giacente in stato vegetativo, finora solo per lei è stata chiesta la sentenza di morte.
Non ci sono iene fra noi. Siamo spettatori. E non possono chiederci di essere anche spettatori silenziosi e annuenti.
Non è vero quello che dice Cecchi-Paone (su Rai 1 da Franco Di Mare a “Sabato & Domenica ” stamattina) quando afferma che tutti amiamo la vita.
Tutti amano la vita tranquilla e serena, selezionata e fortunata, la vita bella e sana, la vita intensa e mediatica, la vita sponsorizzata e arricchita di denaro; ma c'è solo quella vita.
Qualcuno maledice la sua vita disperata ma la vive, e a volte ritrova la speranza.
Quando desideriamo un figlio non costruiamo o consultiamo un modello matematico delle previsioni sul suo futuro. Non sappiamo dunque se nascerà completamente sano (il che si può solo in parte accertare); ma soprattutto non possiamo prevedere se sarà felice, se sarà amato, se affronterà una guerra, se subirà contagi o malattie, se un incidente lo colpirà gravemente.
Non sappiamo se saprà o riuscirà ad essere felice.
Eppure il figlio lo desideriamo come se decidessimo, nell'incertezza, che valga la pena di far nascere una nuova vita. Oppure qualcuno afferma che lo desideriamo solo per egoismo?
A Cecchi Paone forse questo non importa. Eppure egli sa che la vita non è un format televisivo, non è un'Isola dei Famosi da cui si ritorna esasperati perchè non si può vivere senza avere il palmare a disposizione. Allora perchè stamattina insultava la Chiesa e il sacerdote presente in tv che difendeva la vita contro la morte?
Il fatto è che, come dimostrano gli ultimi sviluppi il problema non è il caso Eluana soltanto.
Il problema è la complessità delle decisioni che ci troviamo ad affrontare in questa nostra società quando sembra aver perso la bussola del bene, che ha rifiutato il messaggio cristiano, ma non ha voluto elaborare un adeguata consapevolezza del valore reale della vita.
Oggi i progressi della scienza permettono di mantenere lungamente in vita anche quei malati che in passato non sarebbero sopravvissuti e persino gli anziani che prolungano la loro esistenza fisica ben oltre la loro consapevolezza apparente di essere vivi. Oggi addirittura si riesce a realizzare la vita in laboratorio.
Però tutto questo progresso non ha strumenti morali che vincano il materialismo e si ferma di fronte alla sofferenza, al rischio di imperfezione, al grave difetto o malformazione fisica o mentale.
Di qui le risposte negative tra cui anche l'aborto terapeutico.
La vita di Eluana è stata amata fin quando la sua ragione e la sua consapevolezza, la sua coscienza e i suoi sentimenti potevano essere espressi e corrispondere con quelli degli altri.
Poi anche la sua famiglia non è riuscita più a convivere con il silenzio della cosiddetta vita vegetativa. Ma perchè se la famiglia non la vuole più la cittadina Eluana non ha diritto a un'ulteriore tutela?
E' in questi casi che la società e lo stato devono difendere la vita: anche quando la famiglia naturale non ce la fa, non ce la può fare o ha esaurito le sue capacità umane.
Il problema è esteso e complesso. La Chiesa ci indica la sua via e il suo insegnamento, che alcuni amano e seguono, ma non sono, e non possono oggettivamente essere sempre condivisi da tutti.
Tuttavia di fronte a un dilemma sulla vita non esiste solo la morale religiosa e soprannaturale; esiste anche la pietas umana. Invece come rispondono alcuni, non tutti, degli esponenti del mondo laico? Con una semplificata definizione agghiacciante e che pretende di essere scientifica: "La vita c'è se c'è 'qualità' della vita e se c'è la ragione. Altrimenti non esiste e può essere eliminata."
Questo è un nodo importante del problema.
In tal modo si valuta secondo un modello che vorrebbe essere scientifico e razionale, ma in realtà assomiglia troppo a quello del rigore selezionatore di razze e qualità omogenee.
Volutamente si omette di ricordare non solo che non siamo solo ragione e non siamo solo scienza ma anche amore, diversità, fraternità umana e tanto altro.
E si omette di dire che la scienza è un continuo progresso e instancabile ricerca e non un dannunziano hortus conclus e riservato per il benessere di appagate persone come forse il prof. Cecchi Paone.
E si omette di ricordare la scandalosa perfezione di una santa, come Madre Teresa, che si dedicava agli incurabili e ai moribondi dedicando loro tutta la propria vita. Perchè lo ha fatto se non poteva salvarli da morte?
Invece come rispondono perfino alcuni, non tutti, esponenti del mondo cattolico? Non ci rimane che pregare, non ci rimane che il silenzio.
No, non possiamo accettare questa risposta. Non sempre il silenzio è innocente.
Il cuore e la ragione, la fede e l'impegno di cristiani si impegnano giustamente nel pregare, ma tutti dobbiamo esprimerci, argomentare e dimostrare amore e non solo silenziosamente, perchè Eluana, in silenzio, e complice quel silenzio, muore nella clinica dal nome triste: "La Quiete" che sembra aver trovato il suo sponsor eccellente.
Cristo ci ha insegnato non solo la fede, ma anche la carità e la speranza.
E a chi cinicamente dice che l'intervento del Presidente del Consiglio è solo una captatio benevolentiae nei confronti del Vaticano modestamente risponderei che fa bene a pensare quello che gli suggerisce la sua propria qualità e conoscenza umana.
Ma Dio non si fa ingannare e non si consiglia né con il politico, con i vaticanisti, né con l'intellettuale engagè, nè con l'esponente del pensiero unico e che, se vuole, sceglie i suoi strumenti senza chiedere permessi né certificati a nessuno di noi umani, proprio a nessuno,
postato da: Mariaserena alle ore
20:28 | Link |
commenti (16)
categoria:pensieri, vaticano, politica, riflessioni, vita, dio , religione, media, berlusconi, eutanasia, tv , accanimento terapeutico, eluana
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