Sono stata da subito anti-Grillo ed anti-Travaglio per una questione di fondo.
Considero questi personaggi l’espressione più volgare del pressappochismo, del bluff culturale, dell’incantamento canagliesco, dell’affabulazione all’ovvia ottusità.
Chi esprima opinioni, qualunque opinione, e si ponga come opinionista di sostanza e di trasmissione culturale (e loro vorrebbero farlo, poiché citano dati, persone, fatti, processi ecc) ha davanti a sé un compito che non può e non dev’essere esclusivamente promozione della propria immagine abbaiante o insinuante.
L’opinione si espone con passione, ma deve avere il connotato della razionalità e dell’equilibrio.
L’opinione si edifica su principi personali, ma deve fondarsi su una complessa struttura deduttiva.
Chi vuole fare cultura ed opinione non deve cercare di attrarre con il lazzo, lo sberleffo, la volgarità, l’oscenità, l’insulto, l’ipocrita melensaggine. Tutti modi già stigmatizzati dalla satira vera.
Questi personaggi, sono saliti su un palco mediatico o cittadino, hanno impugnato un microfono, sono stati amplificati da maxischermi e impianti elettrici e hanno scagliato le loro invettive, le insinuazioni e le offese.
Non hanno mai avuto un contraddittorio serio perchè hanno cercato fans e tifosi, non interlocutori.
Purtroppo la sindrome-plebe esiste ancora.
Chi lavora nell’ambito educativo avrebbe dovuto guardare da subito con sgomento attonito queste manifestazioni.
Noi lavoriamo per la ragione, la cultura, la capacità di dialogare, di analizzare, di formare coscienze critiche.
Ci siamo trovati invece di fronte ai motti più sguaiati, agli slogan senza ritorno.
Chi si dedica all’educazione (a scuola, ma non solo) sa quanto sia difficile combattere contro le semplificazioni, le scorciatoie, la superficialità e la faciloneria. Sa quanto sia difficile insegnare a pensare.
Grillo e Travaglio (per tacere dei loro cortigiani ed estimatori politici e non) sono invece l’opposto della riflessione, della cultura, dell’esempio del filosofo e del sapiente.
Sono i nemici giurati del dubbio, da cui nasce la conoscenza.
Grillo e Travaglio hanno già fatto molti danni favoriti dalla compiacita connivenza e dal supporto interessato della corte mediatica che li sostiene anche su web.
Pensando di potersi permettere tutto e di poter continuare ad offendere chiunque hanno imbarcato altri mozzi e marinai. Non mi interessa parlare ancora di loro.
Mi interessa sottolineare quanto inaccettabile e dannoso sia continuare a dare visibilità e spazio a chiunque si ponga con simili atteggiamenti demagogici.
Questi sono davvero passi ciechi verso lo spegnimento del cervello. Il loro viaggio è davvero una crociera senza ritorno: un tour tutto-incluso verso l’abdicazione culturale.
Non salite su quella nave.
postato da: Mariaserena alle ore
09:52 | Link |
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categoria:riflessioni, educazione, istruzione, grillo, travaglio, notecellulari
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