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Nome: Maria Serena Peterlin
Ascolto, osservo e leggo. Mi interesso di letteratura. Mi occupo di formazione, scuola ed educazione. In questo blog parlo soprattutto di problematiche giovanili e di interessi culturali e questioni di attualità. Pubblico qui i miei scritti, racconti, ricordi, foto e disegni e le mie libere parole.
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mercoledì, 30 settembre 2009
SERE-MARE-SBT5A caccia di News: ecco le Top(o) Ten dei nostri media! Media autoreferenziali, media che parlano solo di pseudo argomenti, media che corteggiano i poteri. E siccome il mondo della scuola non è un potere... si possono licenziare 50.000 docenti e dire che la scuola funziona meglio! 

in ordine crescente.

n.10: Mourinho “ce l’ha su” con Balotelli . Questa è fiacca! Ma non sono simpatici nessuno dei due.
n 9 : La Pandemia H1n1 "porta ritardo" : ma l’aspettiamo fiduciosi
n 8 : Stanno scadere i termini per regolarizzare le colf-badanti. Niente paura: c’è pieno di ex insegnanti licenziati da Gelmini pieni di buona volontà. Lavano i vetri con la perifrastica passiva e il teorema di Talete!
n. 7: Torna “Amici”!!!! Evviva! E’ stata formata una classe di 14 “saranno forse famosi”. E Gelmini prenderà lezioni direttamente dalla Maria de Filippi nazionale?
n 5 : Se le mamme fanno carriera i bimbi sono malnutriti e pigri: DONNA! COME TI PERMETTI? stai a casa e spalma gallette con cibo dietetico!!
n 4 : La Roma ha progettato un nuovo stadio, ma Alemanno non lo sapeva. E ci credo, stava facendo giardinaggio potando tutti gli alberi della capitale
n 3 : Falso medico pediatra esercita per anni senza laurea! Ahahahahaah! Un genio! Gelmini senza sapere nulla di scuola fa la ministra da due anni!
n 2 : Marchionne e Montezemolo chiedono incentivi per le auto! Fikissimo! Ora i precari della scuola licenziati non hanno scuse! possono andare a fare i lavavetri in promozione!
n 1: Patrizia d’Addario va OSPITE ad ANNOZERO! Finalmente una buona ragione per pagare il canone, finalmente tutti capiscono perchè il gruppo Santoro-band non parla di scuola: vuoi mettere l’escort?

n.0: Stasi forse ha un alibi!!! Vedi che fortuna avere un pc?

postato da: Mariaserena alle ore 15:48 | Link | commenti (3)
categoria:
martedì, 29 settembre 2009
SOTTOTITOLANDO:
ECCO PERCHE' GELMINI NON HA FATTO UNA RIFORMA ma solo una vetrinetta per amorfe bambole virtuali in grembiulino marrone.
Ecco perchè ho osservato Gelmini(senza nessun pregiudizio) fin dall'inizio del suo arrivo al MIUR e mi sono persuasa che sia la persona sbagliata nel posto sbagliato

PREMESSA: nello scrivere questa nota ho pensato che sia necessario ribadire e respingere gli argomenti di Gelmini dimostrandone la capziosa incompetenza. Siamo in tanti a dire che commette ingiustizie ed errori. Vorrei proporre un altro punto di vista: dimostrare PERCHè!

1. Non sa nemmeno cosa sia una riforma scolastica

2. Un'ipotesi appena razionale (anche se perfezionabile) vorrebbe che una RIFORMA comprenda per lo meno le voci sottoelencate (e che propongo alla integrazione critica dei colleghi interessati):

a) premesse metodologiche e pedagogiche
b) analisi documentate della realtà giovanile
c) definizioni degli obbiettivi
d) ordinamento o riordinameno dei vari gradi dell’istruzione
e) analisi del rapporto tra scuola privata e scuola pubblica e rispettivi ruoli
f) analisi delle nuove realtà comunicative e di come si rapportano con la crescita e la formazione dei giovani
g) aggiornamento dei programmi (che non significa taglio e cucito di contenuti)
h) ruolo dei docenti e valorizzazione della professione docente di fronte alle nuove sfide e alle nuove frontiere dell’educazione dei giovani della nostra società
i) sensibilità e proposte alla sfida dell’integrazione culturale

3) Non ha previsto un essenziale confronto con il mondo reale dell’Istruzione: ciò è gravissimo per chi come Gelmini non solo non ha mai lavorato in quest’ambito né in quello della riflessione pedagogica, ma viene da esperienza personali e culturali di ambito totalmente diverso

Invece cosa ha fatto la Ministra? Non si è posta il problema di entrare nel mondo della scuola ma
ha dettato legge (sic!) e regolamenti partendo da un suo personale atteggiamento di generica riprovazione contro presunti guasti del mondo giovanile e presunti fannulloni tra gli insegnanti.
La mia personale convinzione (che qui esprimo solo per chiarezza ed schiettezza) non è che tutto vada bene e tutto vada difeso pregiudizialmente. E’ però opinione largamente condivisa che:
a) il personale docente debba essere qualificato o riqualificato e immesso nella scuola dopo adeguata preparazione, e anche su selezione in ingresso
b) che l’insegnamento richiede anche attitudine e passione
c) che la preparazione culturale sulle discipline di insegnamento di ciascun docente siano fondamento essenziale per costruire anche una necessaria cultura pedagogica
d) che i docenti si debbano avvicinare al mondo giovanile con rispetto, sensibilità ed attenzione
e) che la dinamica educativa sia un processo delicato e che richiede tempo, coinvolgimento personale ed emotivo e seria professionalità.
f) Che tutto quanto sopra sia estraneo innanzitutto a Gelmini!

Se dunque, a mio modesto parere, è vero che la scuola non è da conservare in toto né gli insegnanti posso essere considerati (ma quando mai...) casta di intoccabili è anche vero che l’intervento deve essere qualificato e condotto con rispetto e altrettanta passione sia per il rigore sia per la professione.

Invece GELMINI non sa di che parla.
Gelmini sembra aver agito spinta da sacro zelo per una mission che non ha nulla in comune con il mondo della scuola (ma è solo volta alla carriera politica) ed ha individuato tre voci o meglio tre “R” esplicitate come segue:

RIGORE : grembiulini, formalità esteriori, sms per le assenze, schemi limitativi sulla presenza di studenti di culture diverse in classe
RISPARMIO : tagli a mannaia sui posti di lavoro e moltiplicazione degli studenti per classe, taglio a cesoia sul sostegno ai diversamente abili, taglio e cucito sulle formazioni delle classi
REPRESSIONE: bocciature e respingimenti dalla scuola per i ragazzi problematici e ricerca di un’eccellenza fatta di nozionismo e formalismo. Respingimento ed esclusione di nuove leve di docenti preparati e pronti ad essere inseriti in organico.

Il mondo della formazione, dell’istruzione e della scuola può rispondere A GELMINI con altre tre “R” : quella del RIFIUTO al suo salottino provinciale pseudomoralista, quella della RICOSTRUZIONE di percorsi didattici, quella di una proposta di RIFORMA che venga dal magma educativo vivente. Ossia dagli INSEGNANTI!
Anche perchè, fino a prova contraria, i Dirigenti scolastici stanno a guardare!
lunedì, 28 settembre 2009
Mariaserena per notecellulari 2008 044Se non fosse pomposamente allucinante Gelmini sarebbe disarmante quando parla di scuola e di riforma scolastica. Perchè, se a qualche addetto ai lavori della scuola fosse sfuggito, ella pretende di aver dato vita a una sua RIFORMA.
(Spero che il filosofo Gentile, autore dell’ultima vera Riforma, ucciso nel 1944, non soffra, a questa presunta notizia, ulteriori pene nel suo eterno riposo.)

Ma limitiamoci a quella che la Ministra proclama come la Sua Riforma snocciolandone i 5 punti per terra per mare e sui media:
1. maestro unico
2. ammissione alla maturità solo con tutte le materie sufficienti e non con il sei di media
3. sms ai genitori per ogni assenza degli studenti
4. Educazione fisica come materia che fa media
5. pagelle su web

OBIEZIONE al Punto 1: Ci consenta, Ministra, ma questa non è altro che, a voler essere largamente generosi, una interpretazione a volte restrittiva e altre volte fantasiosa di norme già esistenti.
Il maestro unico non era obbligatorio, ma rispondeva ad esigenze didattiche di cui si può discutere solo in termini pedagogici. Ella al contrario afferma la solfa anni 50 “La maestra è una seconda mamma: dunque una è meglio che due”. Penoso.

OBIEZIONE al Punto 2: Ammissione all’esame. Da sempre (ma proprio dal giurassico) l’ammissione all’esame di stato (o Maturità) è stata condizionata da un giudizio motivato del Consiglio di classe, pertanto sufficienza o non sufficienza la valutazione collegiale escludeva automatismi. Inoltre una adeguata motivazione che tenesse conto di tutti gli elementi forniti da tutti i docenti membri del Consiglio e coordinati dal Preside garantiva la necessaria equità all’Ammissione.

OBIEZIONE al Punto 3: sms ai genitori. Se invece di una lettera o di una comunicazione telefonica si preferisce tempestare i genitori di sms faccia pure. Tim, vodaphone, wind ed affini ringrazieranno. Ma questa è una riformicchia da cellulare-dipendente, e non da Ministro.

OBIEZIONE al Punto 4: Educazione fisica come materia che fa media. Dove sta la novità? Si sono fatti esami con il Prof di Educazione fisica membro interno, con il colloquio nella disciplina e, in alcuni casi, con la prova pratica in Ed. Fisica. Il voto ha sempre fatto media. Ma forse la Ministra era "esonerata"?

OBIEZIONE al Punto 5: pagelle su web. Sai le risate. E’ impossibile, francamente, non pensare a niente di meglio che ai nostri giovani hacker al lavoro. Anzi auguro loro buona fortuna. Questo punto non merita davvero nemmeno un’obiezione. Si autoelimina, come quando a filetto ci si infila in un mulinello mangia-pedine.

E qui mi taccio. Ma abbiamo un grosso problema.
postato da: Mariaserena alle ore 23:56 | Link | commenti
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lunedì, 28 settembre 2009

Mariaserena Peterlin: PROGETTO GELMINI ovvero la soluzione finale anti-istruzione e anti-cultura - Proposta di documento, chi vuole integrare?

 
 
postato da: Mariaserena alle ore 15:49 | Link | commenti
categoria:didattica, insegnamento, gelmini, precari, sciuola, miurusp
venerdì, 25 settembre 2009
I Ministri hanno parlato, hanno sorriso, hanno esposto alcune buone idee, hanno dimostrato grande fiducia nelle nuove tecnologie e nelle possibilità della didattica digitale.
Gelmini aveva già detto che i tagli sulla scuola si devono far risalire alle finanziarie Prodi.
Che dire?
Ma che bravi! Quello che è giusto è giusto.
Peccato che ci siano Provveditorati occupati, scuole senza docenti (ma forse potranno avvalersi di lavagne digitali) e docenti abilitati senza scuola.
Ma forse i docenti senza scuola potranno iniziare ad esercitarsi al pc.
Ci deve pur essere un videogioco scolastico. Ci deve pur essere una simulazione di lavoro, basta virtualizzarsi, e via di pc.
Noi ci siamo già.
Alleluja!
Se poi vogliamo davvero parlare di scuola e di politica scolastica, di pedagogia e di didattica dovremmo partire dai problemi giovanili, dalla riflessione su come siano diversi i nostri ragazzi dai compagni di scuola di Brunetta e Mariastella Gelmini, sul fatto che esistono aree metropolitane, e non solo, dove senza un vero Maestro (nel senso alto del termine) i ragazzi sono in balia del degrado (nel senso basso del termine) e di altri piccoli dettagli poco digirabilizzabili.
Insomma per costruire un progetto educativo si inizia dalla realtà o dal modem?
postato da: Mariaserena alle ore 22:16 | Link | commenti
categoria:scuola, gelmini, brunetta, docenti precari
venerdì, 18 settembre 2009
Le sfaccettature delle idee, dell’indole, dell’approccio alla realtà, del modo di esprimersi del blogger, del mariaser1 news 07facebook-dipendente o semplicemente del commentatore solitario sono numerose e meritano rispetto quando non siano anonime, nel qual caso sarebbero da analizzare separatamente; quasi come una patologia a sé stante.
E’ infatti interessante notare come spesso che il popolo del web si esprima, anche senza riflettere e spontaneamente, con immediatezza e slancio anche su argomenti di cui i media ufficiali, o meglio gli old media, non si sono ancora pronunciati.
Si potrebbe dedurne che molti webnauti siano dunque autonomi e liberi nel loro giudizio.
In realtà ciò non è così scontato e acquisito.
Attualmente, per fare un esempio, è stata sospesa, per rispetto al lutto per la morte dei nostri sei soldati a Kabul, la manifestazione di sabato organizzata per la Libertà di Stampa.
La decisione è stata presa dagli organizzatori, non per abbassare il tono della loro contestazione su questo tema, ma solo per accogliere il ritorno delle salme soldati in un clima di compostezza piena e rispettosa. 
Ma la cosa non piace a tutti.
E leggo commenti contrari in rete. Così come leggo apostrofi contro chi ha scelto la vita militare.
Chiunque abbia la paziente cortesia di leggere in questo momento queste righe potrà notare che non ho usato nemmeno un aggettivo o espressione che connoti le mie emozioni. Sto cercando di controllare ogni parola, voglio evitare polemiche e invitare solo alla riflessione.
Registro.
E per ora concludo lasciando solo aperta la domanda che consegue al ragionamento fin qui proposto:
“Le reazioni di chi scrive in rete rappresentano un pensiero critico, esente da conformismo e libero?”
Chiudo.
postato da: Mariaserena alle ore 12:44 | Link | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 16 settembre 2009

Mentre il mondo del lavoro perde sempre più fiducia nel futuro e sbatte le porte in faccia ai giovani così come sbatte fuori i cinquantenni, si versa olio bollente nelle ferite del tessuto sociale italiano organizzando il licenziamento in massa di personale docente qualificato, abilitato e comunque in servizio fino a giugno 2009.

Quest'ultimo dettaglio non è certo marginale. Se un docente era stato nominato con supplenza (anche annuale) questo significa che il suo lavoro era essenziale al funzionamento della scuola. Significa altresì che da ieri la scuola funzionerà peggio, che mancano insegnanti, che i ragazzi hanno le lezioni decurtate, che la sarabanda dei supplenti non avrà mai fine, che si dimostra, ahimè, che al di là di qualche buona intenzione, si ha un'idea molto discutibile di cosa sia la scuola, e soprattutto l'istruzione.
Inoltre dal licenziamento di decine di migliaia di persone consegue il  gettare nell'indigenza decine di migliaia di famiglie il che non aiuta certo ad uscire dalla crisi!


Nel frattempo i sindacati scuola latitano, pubblicisti scrivono e straparlano di scuola senza capirne e una scrittrice-prof (Mastrocola) non paga di parlare di cani e galline emette sentenze anti-precari assolutamente superficiali (a dir poco) e negative.

Per testimoniare coi fatti di quanto sopra invito a leggere, ad esempio questi interessantissimi contributi. 

a) L'innocenza perduta dei giovani precari  allucinante articolo di Mastrocola
b) ESSERE PRECARI 

c)Tre, quattro domande a Paola Mastrocola

 Non rimane che chiedere, anche se la mia richiesta viene solo dal mondo dei comuni mortali, che il capo del Governo Berlusconi faccia mente locale sulla situazione del personale docente della scuola Italiana.

postato da: Mariaserena alle ore 15:17 | Link | commenti
categoria:crisi, precariato, licenziamento, precari scuola, scuola docenti precari
martedì, 15 settembre 2009
ovvero:
LA SVENTURATA (che fu nominata all'Istruzione) DISPOSE...
... credeva fosse una casa di bambole, invece era la scuola

(Si avverte che qui si fa un po' di satira, in regime di reciproca libertà.)
 

 
La fortunata Mariastella quella volta ebbe in regalo un gioco bellissimo e nuovo; una grande, anzi enorme
Scuola della Barbie con tanto di Miur, Usp e compagnia bella, con tanto di kit per la costruzione di mini-grandi scuolette, con tanti Big Jim prof e amiche della Barbie-maestre.
Aperta la confezione la gongolante Mariastella cominciò quello che riteneva il più bel gioco della sua vita. Si mise gli occhiali rosa e dispose gli edifici, le aulette, le palestrine ed i mini-laboratori.
Mise i vestitini alle sue piccole mini alunne ed ai piccoli mini-alunni che ora sembravano i nanetti di Biancaneve del giardino, pettinò le maestre e lucidò vigorosamenti i prof Big-Jim.
Poi si dedicò all’edificio-miur e giocò a fare le ordinanze e le circolari. Arrivò a casa sua lo zio economista che le disse:

- Mariastella sei felice?
- Oh sì zietto Economista!
- E lo sai, vero, che nonostante tu sia piccola piccola hai avuto un bellissimo dono?
- Ooohhh sì zietto Economista!
- Lo sai vero che per un bel po’ devi accontentarti vero?
- Oh sì certo!
- Ok allora adesso gioca pure, ma non chiedere altro!

La felice Mariastella si fece prudente; mise gli occhiali marroni e continuò: il gioco era bello ma doveva durare più a lungo del previsto. Quindi impose alle sue bambole lunghe sedute di pettinatura in contropelo e piccole classi piene di nanetti vocianti, ai suoi Big-Jim riservò i pantaloni ritagliati dai sacchetti del supermercato e impose il compito di rastrellare anche il giardino e lavare le auto, ai giocattoli bidelli chiese di andare a far ore nel condominio limitrofo per arrotondare.
Ora pensava di aver finito la parte spiacevole e di poter cominciare a giocare alla Barbie.
Improvvisamente invece vide tante piccole figure magre e in braghe di tela arrampicarsi sul tetto della enorme Scuola della Barbie (con tanto di Miur). Le piccole figure parlavano e gridavano; qualcuna addirittura agitava i pugni.
- Chi siete cattivelli?
- Come chi siamo? Siamo i precari! Siamo tanti, qualificati e sempre più arrabbiati!
- Ohhh! che volete? Tornate nella scatola dei giochi, aspettate fino a che non vi chiamo?
- Noi aspettiamo da anni: adesso vogliamo giocare alla cattedra di 18 ore!!
E scoppiò una sarabanda furiosa: le barbie-maestre si strappavano i capelli, i nanetti in classe si sporgevano dalle finestre gridando
- Aria aria! Rivogliamo Biancaneve! Ridateci anche la Strega, anche quella di Hansel e Gretel, ridateci l’Orco, ma questa Mariastella non ci piace! Ci ammucchia come i wurstel sulla polenta! Vogliamo uscire!

I big Jim inferociti si strapparono i pantaloni di polietilene della Sma e gridavano: abbasso i tagli evviva la libertà!
 
Mariastella indossò gli occhiali blu elettrico e disse severa lasciando trasparire un leggero accento dell'Oltrepo':
- Oh! Signùr!! Basta qui non si fa politica!
Qui non si critica il gioco del Ministro che sono io!
Se non vi piace andatevene!
Qui non si accettano repliche!
Qui non si fa beneficenza!
Questo è il mio gioco e non un ammortizzatore sociale!
Qui si prendono pochi soldi e si lavora di più, ma in compenso non tutti ne prendono lo stipendio!

Rispose per tutti una bella e giovane precaria vestita di rosa:
- E che è, ALCATRAZ o la SCUOLA PUBBLICA?
A questo punto scoppiò addirittura un finimondo, uno tsunami, un’eruzione globale: tutti i componenti dell’enorme Scuola della Barbie (con tanto di Miur, Usp e compagnia bella, con tanto di kit per la costruzione di mini-grandi scuolette, con tanti Big Jim prof e amiche della Barbie-maestre ) si fecero sentire con grida e proteste.
Mariastella perplessa cambiò pettinatura ed occhiali, ma non riusciva comunque a capire e si ripeteva laconica, in uno spiccato accento bresciano, ma interrogando solo se stessa:
- Ma da quando le Barbie si ribellano?

 by mariaserena (senza nulla a pretendere )


 

postato da: Mariaserena alle ore 09:15 | Link | commenti (4)
categoria:scuola, pedagogia, istruzione, gelmini
domenica, 13 settembre 2009
mariaser1 news 07Rischiamo di dimenticare, parlando si scuola, che l’emergenza non è solo quella degli insegnanti precari, ma anche della didattica e della pedagogia.
Provate a chiedere a chi volete: nessuno si sottrarrà dal dare un giudizio sulla scuola e sugli insegnanti; nessuno negherà un parere su come si dovrebbero educare i ragazzi; ma non troverete nessuno che si dichiari ottimista in materia.
La gamma delle posizioni e delle opinioni è varia e frastagliata: si va da chi chiede giustizia sommaria della generazione degli insegnanti ex-sessantottini a chi chiede a un ritorno a scuole elementari in cui si boccia, a chi invoca una scuola che copra l’intero arco delle ore in cui le famiglie sono impegnate nel lavoro, a chi chiede l’introduzione del dialetto o l’abolizione dell’insegnamento della religione. E potremmo continuare. Ma se poi entrassimo nello specifico non troveremmo nessun genitore concretamente felice e soddisfatto della bocciatura del figlio, né della scuola-collegio rigidamente impostata o di quella in cui invece che Italiano come prima lingua e Inglese come seconda si impari il Bergamasco, l'Ascolano  o il Calabrese.
Dubito altresì che troveremmo mamme e papà paghi di un figlio o figlia atei sfegatati con variante opzionale di bestemmia.studiosa[1]
Per puro interesse scientifico sarei anche interessata al sapere cosa pensano i genitori di una figlia o figlio quattordicenni che rientrino da scuola con nello zaino i profilattici distribuiti automaticamente insieme alle merendine e alle bibite. Siamo tutti liberali e di larghe vedute con i pargoli altrui, ma forse un po’ più perplessi sulle abitudini dei nostri.
E con le sostanze e gli alcolici non andrebbe meglio: anti-proibizionisti fin che si vuole, ma quanti ammetterebbero a cuor leggero di conoscere fino in fondo le abitudini dei loro ragazzi?
Eppure la scuola comincia anche se nelle nostra aule il problema non è solo l’eventuale diffusione dell’influenza suina o la sicurezza degli edifici (che solo molto raramente è davvero in discussione).
E’ inevitabile osservare con preoccupazione l’aumento del numero di alunni per classe perchè il rapporto alunno-docente è un equilibrio nel quale le cifre sono importanti, e genera molti dubbi la tendenza dei docenti ad accettare di aumentare il loro carico orario per guadagnare di più. I docenti adesso possono insegnare non solo in classi più numerose, ma anche in una o due classi in più che in passato: quali effetti avranno queste variazioni?
Non credo possano essere senza conseguenze sulla qualità dell’insegnamento.
“Chi non segue o non impara sia bocciato!” si dice.
E chi non insegna bene o non si intende di pedagogia?
Chi verifica la qualità dell’insegnamento? E come si misura?
L’emergenza è proprio questa, è in questo antico problema non risolto, è nel non valutare con una riflessione seria la realtà giovanile che entra nelle nostre classi.
E’ nel dare per scontato che il risparmio di denaro sia sempre vantaggioso.
 
visita auditorium Romaalunne 
Ho frequentato le elementari in cui si bocciava; quella severità e quel rigore erano rigidi fino alla crudeltà: è stata una scuola che, selezionando, ci costringeva a dare fondo a tutte le energie, a far appello a tutte le risorse personali sia intellettuali sia fisiche, ci obbligava a non essere solidali coi compagni (guai copiare o far copiare!), induceva alla sottomissione all’autorità, insegnava a resistere e a non criticare per adeguarsi. E’ stata indubbiamente una scuola che preparava a difficoltà maggiori e a lavorare a testa bassa.
Già: è proprio questo il punto. A testa bassa, anche a sei – otto anni.mariaserena 1 g scuo2
E capisco benissimo e giustifico chi desidera rendere la scuola più seria in tal modo. E’ corretto, infatti, guardare al passato come a un solido buon modello, perchè tale fu.
A patto che si ammetta che non si sa che altro fare.
Ma c’è anche un presente, e soprattutto un futuro di cui tenere conto.
In questo presente ci confrontiamo con una generazione stupendamente viva, vivace e spigliata, abituata all’interattività, ai colori e alle forme in movimento, ma anche ansiosamente disinibita e dialogante fino ad una sfrontatezza da simpatiche canaglie, una generazione che si nutre e si veste di tendenza e scambia musica e messaggi con il mondo, che rischia e sfida, che a volte trasgredisce senza percepire i pericoli.
Non sono ragazzi di cinquant’anni fa.
Nonostante ciò vogliamo calare su questa realtà il modello scuola anni cinquanta?
E chi eseguirebbe questo compito? I docenti diplomati o laureati in epoca post sessantottina ed entrati in ruolo senza concorso?
Tra loro conosco ottime e valenti professionisti, ma anche vari ed inflessibili cerberi che applicano un rigore solo formale di una scuola senza passioni: disposti alle 24 ore settimanali, selettive ed inclementi... ma solo con gli altri.
Ci sono delle contraddizioni in questa linea.
Forse sarebbe più giusto ridiscutere di modelli educativi e pedagogia anche con quei nuovi docenti precari che invano premono all’uscio di una scuola che a loro è, per ora, chiusa.
La scuola ha bisogno di nuove energie e nuove idee. Altrimenti non rimare che tentare di clonare un anacronistico passato: ma non c’è da scommettere sui risultati. Immagine docfutur
 
 
lunedì, 07 settembre 2009
Riflessioni, in ordine sparso, su quanto sta accadendo

Non considero pragmatico nè utile criticare il fatto che il Ministro Gelmini abbia la sua linea politica e le sue convinzioni sulla scuola.
Ho invece forti dubbi su come viene data l'informazione sulla situazione sia della della scuola in generale, sia dei docenti abilitati e specializzati anche se attualmente (e non si sa per quanto tempo) disoccupati.
Per questo propongo alcune riflessioni in ordine sparso sul tema.
 
Suscita molte perplessità l'aumento del numero dei ragazzi per classe e quello del numero delle ore degli insegnanti che ha portato come conseguenza, come si denuncia da più parti, un "taglio" pesante dell'organico.
 
E’ anche troppo facile sostenere che la scuola era diventata un ammortizzatore sociale; è vero, infatti, che il reclutamento, e non solo del personale docente, in passato non è stato fatto oculatamente né preparando e selezionando il personale secondo cultura e attitudine.
Tuttavia adesso c’è una situazione complessa e che viene troppo brutalmente semplificata anche dai media che diffondono le notizie sull’argomento.
Nel formare le classi e deciderne la consistenza numerica si dovrebbe tener conto della difficile condizione giovanile e della situazione degli adolescenti.
Non pochi ragazzi vivono in prima persona la crisi della famiglia e tendono ad assumere spesso atteggiamenti e costumi ispirati a modelli deteriori o a comportamenti dissennati, inoltre sono sempre più spesso fruitori abituali di alcool e droga, e le conseguenze di tutto questo si pagano anche in classe.
 
Alcuni soloni universitari denunciano (solo ora) che tagliare sull’istruzione significa tagliare sul futuro, ma si guardavano bene dal seguire una linea di sobria economia e dall'emettere questa profezia quando ottenevano cattedre universitarie su insegnamenti che interessavano pochissimi iscritti (e gli esempi ci sono: basta andare a spigolare negli stessi siti delle università).
 
Ciò detto è evidente come non sia giusto oggi presentare tutto il conto ai giovani docenti abilitati né far pagare solo a loro anche
a)l’inedia pluriennale di alcune strutture ministeriali,
b) la mancanza di programmazione, l’indifferenza alla politica scolastica
c) il cinismo sindacale.
Per di più in tutto questo c’è una stonata nota stridente e incoerente con le premesse stesse del ministero.
Se si vuole, infatti, una scuola di qualità, è utile aumentare l’orario delle cattedre, elevandolo anche a 24 ore di lezione settimanali in luogo delle tradizionali 18 (stabilite dal contratto di lavoro)?
E’ una garanzia di eccellenza trattenere in servizio insegnanti a volte plurisessantenni?
 
E infine c’è una riflessione su cui inviterei, con ogni garbo e premura possibile,  il Ministro Gelmini alla quale non intendo certamente fare il torto di attribuire una visione classista della società. Non mi sembrerebbe corretto.
La riflessione è la seguente: i docenti precari non chiedono l’impossibile e d’altro canto la Costituzione italiana non garantisce (né deve garantire) una posizione di privilegio a nessuno, ma il diritto al lavoro per cittadini della Repubblica che contribuiscono con il lavoro allo sviluppo della società.
Il lavoro si deve dunque ottenere in base alle proprie competenze, qualifiche, impegno e capacità.
 
Chi diventa, legittimamente, Ministro a trent’anni può bene interpretare le istanze di una giovane generazione coetanea, e sarebbe interessante potesse dedicare qualche minuto alla riflessione sulla necessità di evitare ai nostri cittadini di rimanere per trent’anni anni precari.
E' vero questa è una situazione creata anche nei tempi passati. Ma perché le conseguenze dovrebbero ricadere su giovani che perseguono una legittima aspirazione al lavoro per il quale hanno lungamente studiato, superato esami e severe selezioni a numero chiuso?
Perchè li si precipita nell’incertezza disoccupando, probabilmente, molte delle migliori intelligenze del paese?
Coraggio Ministro: riflettiamo.
postato da: Mariaserena alle ore 18:25 | Link | commenti
categoria:scuola, insegnanti, precariato, gelmini