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Splinder (30/08/2009) Alla cortese attenzione del Ministro MARIASTELLA GELMINI: L'impegno di Edunet su Pratico blog per una scuola migliore e migliori insegnanti I provvedimenti annunciati da Lei, On. Gelmini sul reclutamento dei docenti, che avverrà secondo nuove modalità, sono interessanti oltre che attesi. E' noto che per anni il reclutamento è stato condotto secondo una prassi che dava adito Leggi ancora...
I provvedimenti annunciati da Gelmini sul reclutamento dei docenti, che avverrà secondo nuove modalità, sono interessanti e attesi. E' noto che per anni il reclutamento è stato condotto secondo una prassi che dava adito a molte perplessità (ne ho più volte parlato).
Però, da quanto scrivono i giornali, il Ministero oggi annuncia le novità e non dice cosa intende fare dei docenti abilitati (sissini) che sono entrati nelle SSIS superando un concorso a numero chiuso, hanno già seguito due anni di corso che comprendeva tirocini hanno elaborato coprogetti didattici, hanno infine affrontato e superato un esame e adesso sono parcheggiati in graduatorie senza sbocchi.
A tal proposito questo è il link di un interessante articolo apparso su La Stampa.
E questa è la trascrizione copia/incolla di un ancor più interessante commento di un docente che è intervenuto sul sito della Stampa esprimendo le sue considerazioni in modo pacato e documentato. Aggiungo che da informazioni di prima mano e per esperienze raccolte presso altri docenti precari so che le preoccupazioni espresse corrispondono a verità.
Ed ecco quanto scrive il docente precario Vincenzo al quale esprimo solidarietà, come a tutti i suoi colleghi abilitati e selezionati per diventare ... precari.
" Credo che ci sia, come al solito, molta propaganda nei proclami ministeriali e scarsa documentazione in chi parla di cose che non conosce, come ha fatto qualcuno degli inervenuti. Come già specificato in alcuni contrbuti precedenti, anche i bandi di accesso ai cicli SSIS (almeno fino al settimo) svoltisi negli anni precedenti dovevano tener conto dei posti disponibili per i futuri insegnanti. Invece ciò non è avvenuto. Gli USP (ex Provveditorati) di tutta Italia sono oggi pertanto alle prese con dure contestazioni che riguardano la penuria di cattedre, grazie all’innalzamento del numero di alunni per classe operata dal Ministro Gelmini contro ogni logica (didattica, pedagogica o di altro tipo) che tenga conto della qualità dell’insegnamento. C’è gente che, con figli a carico, dopo dieci-quindici anni di precariato quest’anno non ha avuto nessun incarico. Il Ministro dovrebbe dirci nel frattempo che fine faranno le centinaia di migliaia di precari che, dopo i tagli operati quest’anno e previsti per gli anni a venire, sono in attesa di un posto di lavoro. Per esaurire le attuali graduatorie ci vorranno decenni. Si documenti, Signora Amabile, sullo stato attuale dei disoccupati nella scuola, mai stato in passato così penoso. E’ una vera e propria emergenza sociale: Uffici USP occupati, interventi della Forza Pubblica ecc. A che serve parlare della formazione di nuovi docenti se non c’è più posto nemmeno per quelli che ci sono oggi?
scritto da Vincenzo 29/8/2009 16:26"
La logica delle argomentazioni esposte non fa una grinza. E la situazione è davvero drammatica. I docenti di cui si parla sarebbero stati, se la situazione non viene corretta, davvero UMILIATI, INGANNATI ED OFFESI proprio da quel Ministero a cui hanno creduto, a cui hanno versato tasse di iscrizione, del quale hanno seguito le regole. Proprio da quel Ministero di cui pensavano di diventare qualificari dipendenti. Altro che assunzioni a sanatoria articolo 17 ecc ecc di antica memoria! Qui la beffa è inaccettabile.
"lo scorso anno grazie alla scuola paritaria lo stato ha risparmiato sei miliardi di euro. " Afferma , al meeting di Rimini, Gelmini.
Non ho pregiudizi verso Gelmini, credo che si impegni, ma credo anche che tranci giudizi con troppa sicurezza. Forse non è ben consigliata. Forse deve ancora fare molta esperienza.
La ministro afferma che le scuole private paritare fanno risparmiare denaro allo stato? Ebbene: quegli stessi denari sono stati spesi dai cittadini. E ci sarebbe molto altro da dire sulla situazione dei docenti abilitati e condannati alla precarietà.
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Dicono sia morto il difensore del sogno americano. Già. Adesso che l’America non è più così lontana così diversa dall’Europa e tanto più vicina di noi alla luna. Adesso proprio adesso: mani e bocche, visi e cuori sognano, e sognano americano. Non turbate i nostri sogni. Addio Ted, il sogno ti accompagni. Dicono sia morto nella sua casa un senatore anziano, un leone malato, un re di una vecchia dinastia, un patriarca addirittura senza stirpe, senza eredi dicono. Ma non è vero. Adesso, proprio adesso che dinastie e cordate, che parentele improvvisate si ammantano di vanità e e gridano: io amo l’America! No, non muore Ted Kennedy. Ted, figlio dell’America. Dicono che sia morto, ma chi? Quel ragazzo che abbiamo amato? Il più giovane e bello dei tre? Quello che la sorte ci aveva lasciato quello che la cronaca aveva scrutato e la vita aveva segnato e seguito, illuminato e lusingato e poi ferito? |
Adesso, proprio adesso? Che facce trionfanti e volgari sguaiate sorridono di ghigni rifatti e incipriati, di pelose parrucche, di flash rubati? Addio Teddy sorriso forte e vulnerabile. Nel tuo sorriso era la vita. Dicono che sia morto. Ma il sonno è sceso su di lui insieme alla nostra giovinezza. Non abbiamo bisogno solo di santi, ma di uomini che amino la lotta. E quanto abbiamo amato tutto di quei fratelli! Quanto ci hanno dato che il tempo non cancella. Odiose lingue stampate non scalfirete i nostri ricordi. Adesso, proprio adesso che il sonno è sceso su di lui il sogno ricomincia: America sogna sogna ancora quel sogno amato indefinito, profumato di vita di futuro e di cielo, di luna e di bandiere stellari. Sogna ragazzo, in pace riposa e sogna, perchè in quel sogno, Teddy, sei con noi. |
Dovrebbe apparire evidente che i provvedimenti di Gelmini non costituiscono una riforma scolastica. La situazione dell’istruzione e dell’educazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani avrebbe bisogno di una riflessione davvero seria, complessa ed articolata che prenda le mosse dall’attuale contesto sociale e storico, dall’analisi del modello di sviluppo a cui si fa (o si vorrebbe fare) riferimento, da un ragionamento sulla situazione giovanile e da una diagnosi su ciò che sono e ciò che si intende dovrebbero essere le nostre generazioni giovani.
Se ho sbagliato perdonatemi: i sogni sono quasi sempre sbagliati, mi dicono. Eppure io non riesco a dimenticare la lezione forse più importante che mi ha dato il mio indimenticabile maestro Ernest Hemingway: "Ho fatto una pace separata".
(Fernanda Pivano)
La crociata pseudo illuminista contro il credito formativo in religione ha trovato nella sentenza del Tar uno strumento per mettere in discussione la validità educativa dell’insegnamento della religione cattolica e ha avallato la tesi della discriminazione verso altre culture e religioni che non avrebbero altrettanto peso.
In realtà non è nemmeno vero che la presenza dell’insegnamento (e dell’insegnante) di Religione allo scrutinio finale per l’ammissione alla maturità e per l’attribuzione di un eventuale credito allo studente avvalentesi dell’IRC sia una garanzia per la fede religiosa cristiano cattolica; bastasse questo avremmo stormi di giovani pieni di fede e di zelo cristiano, li vedremmo assidui frequentatori della messa, della parrocchia, delle attività caritative.
Invece accade esattamente il contrario e aumentano casi di violenza e coma etilico. Ma non è questo l’argomento.
Prima di poter fare un bilancio del peso del credito formativo nelle valutazioni allo scrutinio finale bisognerebbe avere i dati reali della situazione. Sarebbe infatti necessario disporre di una statistica, estratta dai verbali dei Consigli di Classe e dai tabelloni degli scrutini per valutare quanto, per quanti studenti e quanto spesso il credito ottenuto con religione abbia modificato il voto di ammissione e finale. Io credo che nella scuola pubblica siano assai pochi.
In realtà nella pratica tutti sappiamo che le decisioni del Consiglio di classe sono prese a maggioranza, che le attività e i corsi devono essere autorizzati, che nessuno studente può presentare carte o cartuccelle che documentino alcunché ed ottenere in automatico dei punti.
Per cui l’insegnante di religione può proporre, ma poi è la scuola che decide.
Ma se una scuola e un consiglio di classe decidono, guidati da un Preside, che un corso, proposto dal prof di Religione è importante e/o formativo non si vede cosa c’entri il Tar.
A meno che i tribunali non siano chiamati anche a dettar legge in didattica.
E sarebbe, anzi è, cosa grave.
Ovviamente ribadisco che sto parlando di SCUOLA PUBBLICA ovvero di Scuole Statali.
Per moltissime di tutte le altre non è possibile mettere le mani sul fuoco, né avere sufficiente chiaroveggenza o trasparenza per cui mi limiti ad invocare dati e statistiche in modo che sia possibile anche mettere in parallelo e confrontare le situazioni.
La scuola pubblica è formata da professionisti e, tolti i soliti casi deplorevolissimi di personale non all’altezza del compito, gli insegnanti di un consiglio di classe non si lasciano menare per il naso per cui ne caso diano valore e credito a un credito (il bisticcio ci sta tutto) hanno i loro buoni motivi. Aggiungo e ripeto che l’attribuzione di un credito non è mai automatica, ma va discussa, motivata e dettagliatamente verbalizzata.
Infine è evidente che la crociata pesudoilluminista, laicista e antireligiosa è in atto.
C’era bisogno di sottolinearlo? E in cambio abbiamo movimenti per la droga libera, preservativi per adolescenti, spettacoli osceni a tutte le ore del giorno, malcostume diffuso, veliname e tronisti a gogò come docenti mediatici, esibizione di violenza e si potrebbe continuare. La famiglia è in crisi, la scuola regge ma traballa parecchio.
E allora come si fa ad essere fieri di una sentenza del Tar che si pretende garantista ma in realtà rema comunque contro?
Splinder (10/08/2009) TAORMINA – Successo dell'Aida vista in prima da cinquemila spettatori. Il Teatro Antico di Taormina è stato proiettato nel mondo dei faraoni d'Egitto. Il miracolo è stato compiuto dall'”Aida” al digitale del regista e direttore artistico di Taormina Arte, Enrico Castiglione. Grazie a sofisticati fasci di luce, infatti, sulle colonne dell'area archeologica Leggi ancora...
Una bella recensione di uno spettacolo straordinario.
Splinder (07/08/2009) Сaro sindaco, innanzitutto felicitazioni vivissime per il suo fresco insediamento sulla poltrona di primo cittadino. Sono un suo elettore e auspico e spero che, col suo avvento, si respiri e si avverta un vero cambiamento in città e mi attendo un impulso nuovo in questa nostra Firenze bellissima, ma affetta, ahimè, da mali, crepe e virus caratteristici di questi tempi aridi e Leggi ancora...