Prima di entrare nel merito della discussione sulla cosiddetta "classe-ponte" dico qualcosa che viene non da elucubrazioni o principi, né da pregiudizi o atteggiamenti discriminatori, ma proviene direttamente dall'esperienza della scuola e non solo.
Forse sembrerà banale, ma credo sia importante ribadire che affrontare la realtà ed analizzare una situazione per rilevarne le caratteristiche è un passaggio fondamentale per cercare le soluzioni.
Credo che la scuola, come la Sanità e la Previdenza (ad esempio) non sia materia di discussione solo per addetti ai lavori; ci coinvolge tutti e quindi riguarda tutti. Per questo, prima di entrare nelle questioni tecniche e didattiche, cosa che farò prossimamente, ma non ora, sottopongo all'attenzione di chi volesse riflettere alcune realtà nelle quali tutti possiamo imbatterci.
E' inutile o ingenuo presumere che nell'attuale società delle cordate, delle amicizie degli amici, delle consorterie, delle raccomandazioni, delle segnalazioni, delle telefonatine, delle parentele, del nepotismo (Bruno e Federico Vespa ad esempio??) possa essere assicurata una reale uguaglianza uguaglianza per legge o per decreto legge.
Questa non è una bella notizia? Verissimo; ma non è nemmeno una notizia "nuova" o sorprendente.
Nella mia stessa scuola ho costatato, dopo anni di ingenuità da parte mia, come alcune delle mie classi (considerate problematiche ed additate alla pubblica riprovazione), fossero composte diversamente da altre.
Ma c’era un motivo: io non mi sono mai nemmeno sognata di andarmi a scegliere gli studenti; per cui avevo spesso situazioni che amati colleghi e beneamate colleghe sapevano come risparmiarsi.
Ma non c'è solo la scuola con la fichissima sezione senza supplenti e con extracomunitari solo se figli di funzionari o persone colte: c'è anche il reparto buono in ospedale, c'è il posto alle poste, c'è la corsia preferenziale per le concessioni più diverse, ci sono procedure-ombra per ogni cosa, e fino alla candidatura politica. Anche non Italiana. C'è il posticino nella classettina del Liceo prestigioso o affidabile oppure non c'è. E se lo dico è perché posso dirlo. Lo so.
Per cui prima di parlare di classi ponte considerandole come classi ghetto vorrei chiedere istruzioni per l'uso della realtà. 
MI PIACEREBBE SENTIRE AMMETTERE COME SI OTTENGONO I POSTI IN PRIMA FILA.
E mi piacerebbe che chi la prima fila l’ha ottenuta smettesse di stracciarsi il vestitino buono.
Di qualunque tipo. Per qualunque e qualsivoglia situazione; pure per il governo ombra casomai.
Poi finalmente liberi da ipocrisie parliamo di scuola; a patto di lasciare a casa tutta una serie di novene e tridui conformisti, e piagnistei politicamente corretti (recitati fervorosamente da esperti di turno) che sono avvilenti per l'intelligenza di tutti: politicamente corretti e non atque similia.
Infine vorrei non sentirmi dire che bisogna insegnare lentamente e rallentando per aspettare tutti; ma vorrei studiare sistemi più interessanti e impegnativi per insegnare a tutti ad andare veloci; magari con i metodi adeguati e senza demagogia stracciarola..
Mi piacerebbe vedere la scuola correre, perchè:
"La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita"
"Mi chiamo Gump, Forrest Gump"; la mia mamma è andata a letto col preside per poter mandarmi a scuola, ma io avrei potuto/dovuto avere comunque la MIA opportunità, non quella di un altro.