33 ore non sono poche, sono un’ora alla settimana. Probabilmente i singoli istituti studieranno moduli di argomenti e di orari opportunamente distribuiti e organizzati e l’iniziativa salperà verso la prassi didattica. Le notizie dicono che non ci saranno nuovi insegnanti e che l’orario complessivo rimarrà invariato. Lo spazio per l’educazione civica verrà dunque ricavato nell'area storico-geografica e storico-sociale. Sarà interessante anche verificare come la programmazione sarà organizzata nei diversi ordini di scuole. Una considerazione di ordine pratico è tuttavia di rigore. “Cittadinanza e Costituzione” sono un insegnamento fondamentale ed è evidente la lodevole presenza dell’attenzione anche all’integrazione. Tuttavia c’è da augurarsi che, almeno questa volta, l’attuazione di un progetto così significativo non sia risolta buttando sulle spalle dei soli insegnanti di lettere tutto il carico educativo. 

Parlino di educazione (civica, alla cittadinanza, alla legalità, alla salute e così via) tutti i docenti. Quelli di scienze, educazione fisica, matematica, informatica, filosofia, lingua straniera. Tutti. Perché l’educazione e la formazione dei giovani non si ottengono delegando al solista, ma suonando con tutta l’orchestra al completo. Ne parlino dunque e ne diano chiari e inequivocabili esempi tutti. Compresa la programmazione televisiva, che quando manda fiction di ambientazione scolastica di tutto fa spettacolo, compresi i luoghi comuni, tranne che di messaggio alti e colti. Comprese le famiglie, prime responsabili, ma anche beneficiarie di una buona formazione ed educazione.
postato da: Mariaserena alle ore
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categoria:pensieri, riflessioni, scuola, insegnanti, attualità , studenti, educazione civica, notecellulari, edunet
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Prima di arrivare al mio centodieci e lode sono passata attraverso le forche caudine perfino dello zero spaccato (per chi se lo ricorda) e dei voti negativi (una prof di francese, matta o non che fosse, metteva anche -2, -3 e così via). No, non ci è piaciuto per niente, ma umiliavano assai di più le battutine o la mancanza di fiducia o il fare odioso di alcuni che insegnanti non dovrebbero mai essere.
posta così importante. Un bravo dirigente deve conoscere le sue risorse, deve quindi sapere valutare i docenti (e i dirigenti dovrebbero essere scelti e valutati a loro volta anche su queste caratteristiche professionali). Se gli è difficile, e oggettivamente lo è, far fare salti di qualità al docente meno bravo e meno competente, può però evitare le parrocchiette. Definisco parrocchiette (o sezioncine elitarie) quelle sezioni in cui i professori più esperti convergono, per affinità culturale e didattica, e in cui scelgono di stare creando un ambientino selezionato. Questo ambientino (ne ho parlato in La classe non è doc, l’ebook
Anche questa mattina una trasmissione con dibattito, su La7, sulla famiglia con solito prevedibile show di opinioni scontate. Giornalisti (Mafai, Alberti e altri) e politici (Giovanardi, Grillini).