
Per queste scale si va per... scendere al Bar della scuola...
(i murales non sono illegali, i selvaggioni ebbero il permesso. Altri tempi? mica tanto)
Reazioni? dov'è il Sig Ministro! Chissà se cercherà di capire anche queste cose....

(i murales non sono illegali, i selvaggioni ebbero il permesso. Altri tempi? mica tanto)
Reazioni? dov'è il Sig Ministro! Chissà se cercherà di capire anche queste cose....
Libertà: il bello del blog è che ci scrivo come mi pare.
(di mariaserena)
Un amico mi ha chiesto se conosco una casa editrice. Allora mi sono ricordata di quella volta che ho inviato un mio raccontino a Parole in corsa, un concorso letterario per aspiranti scrittori inediti indetto dall'Atac (azienda trasporti del comune di Roma)
Il raccontino era abbastanza passabile o almeno, io credo, presentabile; anche considerato che leggendo gli altri (tutti pubblicati sul sito del concorso) non ho incontrato nè Pirandello nè C.E. Gadda.
E non mi sono affatto stupita di non avere nè vinto, nè aver ottenuto la pubblicazione su carta stampata; semmai mi sono stupita di averlo inviato, perchè sono un po' allergica a queste cose.
E allora perchè mi sono messa a raccontare questa stupida storia? Perchè, semplicemente, ricordo che "vinse" un giornalista di Radio Vaticana.
(di mariaserena)
Tutto qui. e senza nessuna retroanalisi pallosa (mi scusino).
Ma oggi come allora non capisco come si fa a considerare autore inedito un giornalista... Io mi limito a un:
"e che ne so?"
Qualcuno lo sa? 

lettera ai Genitori dei ragazzi che vanno o andranno a scuola


(profi)
Votare ... oh oh! Studiare oh oh oh oh oh...!!!!!!!!!!!
Con questo post spero di far indignare qualche pischello sincero e impegnato, spero che mi dicano che ho torto, che non sono d'accordo e spero che mi dicano pechè.
Infatti io dichiaro qui di essere molto dubbiosa sulla proposta di far diventare elettori i sedicenni. Più che dubbiosa, sono contraria.
A scuola ho spesso ricevuto, dai miei ragazzi di triennio superiore (16-19 anni circa!!) domande del genere:
"che significa destra? che significa sinistra?"
"lei per chi vota?"
"a me la politica fa schifo, e a lei?"
"perchè ci tocca studiare la storia? a me non me ne importa niente del passato"
"uffa sto giornale, perchè ci porta in classe i quotidiani de robba politica invece del Corriere dello sport? "
E potrei continuare e forse prossimamente continuerò.
Mariaserena, Profi, cioè io ha sempre risposto cercando di essere onesta e chiara.
Ma NON ho mai dato consigli su come votare perchè i ragazzi ricevono anche troppi impulsi o input di pubblicità, di propaganda, di slogan. E non si fermano mai a pensare; oppure si arrovellano su se stessi e i loro problemi, ma non vengono invitati o stimolati a riflettere critiamente sul mondo e sulla società in cui vivono.
E invece ho detto che è necessario documentarsi, leggere e studiare.
Non emetto un "grido di dolore", ma protesto perchè come spesso accade, si vuol concedere il voto ai ragazzi per motivi vari e forse comprensibili, ma non si prende sul serio la loro formazione; comunque non quella dei giovani non culturalmente già privilegiati dal ceto culturale di origine.
E invece che dall' "alfabeto" si comincia dalla "firma", o meglio si ritorna a far firmare con una croce quando si dovrebbe iniziare dallo studio pensoso e faticoso.
"Studio matto e disperatissimo" diceva Leopardi rievocando la sua adolescenza; beh, ragazzi, non c'è bisogno di rimetterci la vista e la salute come accadde a Giacomo: però non si può nemmeno andare a votare per un qualsiasi con "la faccia giusta, e tutto quanto il resto" dicendo "va bene e così sia!"
Personalemte farei votare (ed ecco che anche qui mi menerebbero in molti) i bambini nel grembo materno: nascere, non nascere, cambiare genitori.... E potendo consiglierei la terza via (cambiare genitori
...
)
Ma .... è questo il senso del votare?
L'idea non è di far prediche, ma di raccogliere opinioni. Personalmente racconterò qualcuna delle storie in cui mi sono imbattuta e farò in modo che nessuno dei protagonisti sia riconoscibile. E' un mio impegno d'onore e parlo sul serio.
Gli adulti scelgono i loro comportamenti e se la vedono con se stessi, ma i ragazzi che frequentano la scuola NON devono sentirsi soli.
La scuola NON può nè evitare, nè tantomeno curare efficacemente il fenomeno delle tossicodipendenze o dell'uso di sostanze (qualunque sia il loro "peso").
Credo però che la scuola non possa permettersi di emarginare nessuno. O condannerebbe se stessa.
E mi auguro che tutti la smettano di confondere le idee ai ragazzi..
Chi vuole lasciare una sua riflessione è invitato a farlo.

(autogestione)
notecellulari in rima 
Sperando di non essere tropo notata pubblico qualche strofetta che scrissi al termine di un collegio docenti pre-vacanze.
Nessuno si senta offeso: meglio sdrammatizzare che prendersi troppo sul serio, no?
Strofette per un collegio docenti di fine d’anno scolastico
Dice il collegio: "L'alunno non studia
sfugge al dovere godendo l'accidia
e studia solo tre o quattro materie
prendendo in giro le persone serie..."
(Serie...cioè? io rifletto smagata…
Quella svagata e un po' sciroccata
che sbevazzava alla gita vorrebbe
essere seria... e per chi? e potrebbe
esser creduta un'austera insegnante?
O il sussiegoso con l'occhio sporgente
che si trascina fingendo l'ardore
e che ricicla magliette al sudore?)
Ma si prosegue senza esitare…
"Come obbligare l'alunno col debito,
a ripagare il reato scolastico
e ripassare per tutta l'estate
pena adeguati rigore e frustate?"
"Ma è molto semplice" s'alza compunta,
tailleur bordato e scarpette a punta,
"Ai miei studenti impongo abbuffate
di scienza tecnica tutta tritata;
se non la sanno tutta a memoria
tutti in cortile a trovare cicoria!
al cinquantesimo, e passa, ripasso
purga e citrato fino al salasso!”
Poi, proseguendo col contrappasso…:
“Si riconoscono i miei alunnetti
occhi ammosciati, ma bei concetti!"
(Alzo i miei occhi al cielo imploranti
e i miei abbronzati, ma maleodoranti...)
NOTACELLULARE ANTIDROGA retrò.

Premesso che fin da piccola non ho mai fumato... e che i miei viaggi sono sempre stati solo su ruote o rotaie... premesso che ho sempre detto ai selvaggioni che le droghe fanno tutte male...
Premesso tutto ciò io non capisco quelli che fino a ieri e l'altroieri predicavano la tolleranza per l'uso personale, che davano messaggi ambigui (e pessimi esempi) ai ragazzi, che dicevano: e allora vogliamo parlare dei danni dell'alcool, del tabagismo e del colesterolo?
Non li capisco e domando: perchè sbandieravano la civilissima Olanda come terra di tulipani, di caffè alternativi e terapie mediche d'avanguardia e guardavano irridenti e con compatimento alle perplessità del buon senso (il mio) come a rimasugli di anticaglie frustrate?
Per cui chiedo a questi disinvolti disinformatori (intellettuali, politici o docenti che siano): perchè adesso dite che la differenza tra droga pesante e leggera non esiste o è inesatta e fuorivante e ritornate su posizioni, per così dire, igienico-mentali morigerate?
Io nel frattempo ho continuato a viaggiare solo su ruote e rotaie e a preoccuparmi di quello che mi vedevo intorno.
Avete mai avuto in classe ragazzi fumati, impasticcati o bevuti ecc ecc. sempre alla ricerca di denaro, sempre pronti al piccolo crimine? Io si. Fanno una rabbia e una pena infinita, ed è difficilissimo aiutarli.
Perchè il buon senso funziona solo quando è troppo tardi?
Forse perchè nella mitica Olanda ti lasciano fumare quanto vuoi, ma poi alleggeriscono il lavoro nelle corsie a botte di eutanasia? Poesse (dicono a Roma) poesse. Ma c'è dell'altro.

Un po' di onestà intellettuale non fa mai male.
Note d'orologio e di campanelle
Alla prima riunione chiesi quali fossero i criteri, ma i colleghi mi guardarono con commiserazione: "Ma quali criteri... si prova e si cerca di chiudere l'orario!" Infatti avevamo a disposizione dei cartellini con i nomi di professori ed ogni materia aveva un colore, ad esempio i prof di lettere verdi, quelli di matematica gialli e così via. Si infilavano i cartellini nelle fessure del tabellone metallico suddiviso per giorni e si andava avanti fino al completamento. Ovviamente oltre il cinquanta per cento dei prof voleva il sabato libero, entrare in prima ora ed uscire, al massimo, alla quarta. E senza buchi. Una collega aveva poi imprescindibile esigenza di un buco in comune con altre due o tre per il giovedì (causa mercatino adiacente... certe scarpe, di marca...$$)!
"Ma credo," riprovai "che ci dovrebbe essere un sistema per evitare che i ragazzi facciano sempre alle prime ore la stessa materia, o per due giorni di fila la doppia ora di italiano o matematica, e magari religione o educazione fisica in prima ed elettronica sempre in sesta e settima ora quando sono stanchi."
"Non ci siamo capiti, replicò un orarista di lungo corso, preoccupiamoci semmai dei nostri desiderata e di non esser troppo stanchi noi! Io non posso arrivare con mia moglie dall'altra parte della città prima della seconda ora, e alla quarta, massimo alla quinta ce ne dobbiamo andare insieme, a casa la micia, povera, rimane sola tutta la mattina, e quindi il nostro orario deve essere simmetrico, mica possiamo aspettarci per delle ore!!"
Provai a resistere una settimana, poi ho mollato, sono tornata in classe e mi toccò il solito orario "tappabuchi". E con un paio di seste ore, con buco, anche di sabato. Però per uguaglianza e pari opportunità potei entrare sempre in prima ora come avevo chiesto. (mai avuto gatti io...)